Vacanze nel Salento: scopriamo la costa e il territorio

LA COSTA
La costa del Salento, vera meraviglia della penisola italiana, è caratterizzata da lunghi tratti di sabbia, alternati a tratti di scogli. Partendo da Torre Chianca, ci si imbatte in spiaggette libere e sabbiose e mare cristallino, con la possibilità di una vacanza allietata da ogni tipo di comfort: dal bar al ristorante, dall’animazione alla musica dal vivo, ai tornei. Spiagge sabbiose anche in località San Foca e Torre dell’Orso, ambitissime nel periodo estivo, mentre, arrivati ad Otranto, la sabbia si fa più fine e compaiono gli scogli, che rendono il paesaggio più caratteristico. Più a Sud si arriva a Santa Cesarea, nota località termale, caratteristica per le basse scogliere, vari complessi residenziali e una splendida costa rocciosa con faraglioni, grotte (e naturalmente mare cristallino). Dopo Castro, Trifase e Gagliano del Capo, si giunge al tacco dello stivale, Santa Maria di Leuca, ricca di scogliere e calette, luogo di magiche atmosfere fatte di infinite gradazioni di colori e sensazioni: del mare, del riflesso argentato degli ulivi, del rosso dei tramonti, del profumo salmastro, delle sagome delle antiche torri.
Sulla costa ionica troviamo Ugento, con spiagge sabbiose color oro e ottime strutture ricettive immerse nel verde; subito dopo si giunge a Gallipoli, dalle spiagge sabbiose e ricche di vegetazione, e si prosegue fino a Porto Cesareo, altra località assai frequentata dal turismo balneare.

IL TERRITORIO
Posto all’estremità Sud-orientale della penisola, il Salento presenta una morfologia piatta ed apparentemente uniforme. Quest’area è geologicamente costituita da una impalcatura calcarea, affiorante localmente in lunghe dorsali, dette “Serre Salentine” separate tra loro da zone relativamente depresse convergenti verso il Capo di Leuca. Le dorsali sono distaccate più o meno nettamente dalle adiacenti depressioni da un gradino, a testimonianza delle successive fasi di regressione marina. Il paesaggio si evidenzia per le marcate caratteristiche territoriali. Il territorio, fatta eccezione per alcune aree, è fondamentalmente pietroso, composto da strati rocciosi e banchi calcarei.Un paesaggio avaro di terra e spesso privo delle risorse fondamentali come l’acqua.Da ciò deriva la presenza sullo stesso di manufatti per ovviare a tale penuria, come cisterne e pozzelle, nonchè le modalità di sfruttamento del suolo. Muri a secco, costituiti con una pietra molto dura, cingono le proprietà connotando tutta l’area con un paesaggio definito “della pietra”. Oltre ai muri a secco si vedono spesso i “pìgnonì”, sorta di piccole piramidi di pietra sistemati vicino gli ingressi delle campagne.

Essi venivano utilizzati per avvertire i pastori di non utilizzare quel terreno per il pascolo delle greggi. Le costruzioni più significative e frequenti dell’edilizia contadina sono i trulli chiamati “furnieddhi”. Numerose sono poi le masserie, alcune delle quali ancora in ottimo stato. Sul territorio sono, inoltre presenti, alcune costruzioni monumentali, come i Menhir, i Dolmen e le Specchie, sulle cui origini si possono azzardare solo ipotesi. Il paesaggio urbano e caratterizzato da costruzioni influenzate dalla esposizione geografica della penisoa protesa tra l’Adriatico e lo Ionio oltre che dalle attività agricole. Un elemento fortemente caratterizzante il tessuto urbano del Salento e in particolare dell’erea della Grecìa Salentina, è rappresentato dalla tipologia abitativa delle case a corte. La casa a corte è la tipica abitazione popolare, che nei suoi schemi riporta le esigenze e il percorso evolutivo di una comunità rurale. La vegetazione dato il clima è pressochè erbacea, ma fino a poco tempo fa era ricca di foreste e boschi in cui predominavano le querce, in particolare il leccio. Quella che vediamo oggi è una vegetazione di sostituzione, attuata dall’uomo per ricavarne terreni agricoli. Dei terreni disboscati, quelli dotati di un certo spessore sono stati destinati a colture di una certa complessità e varietà come tabacco, grano duro, oltre naturalmente all’olivo.

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