Cosa vedere a Kiev

Una delle attrazioni principale della capitale dell’Ucraina, Kiev, è la Cattedrale di Santa Sofia. primo sito ucraino ad essere inserito tra i Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, trae il suo nome dall’omonima chiesa situata nella città turca di Istanbul.
I lavori iniziarono poco dopo l’anno 1000 e si protrassero per circa venti anni.

La caratteristica principale dell’edificio religioso è dato dalle sue 13 cupole, un numero non consono nell’architettura bizantina. Al suo interno vi sono mosaici ed affreschi che risalgono al secolo XI.

La storia della Cattedrale è stata sempre molto controversa ed è stata al centro di scontri tra le diverse fazioni createsi a seguito di scismi religiosi. Ancora oggi non è stato stabilito un calendario per riprendere le funzioni ma, per fortuna, la Chiesa è visitabile ed è uno dei musei del Cristianesimo nel Paese.
I colori principali dell’edificio sono il bianco, il verde e l’oro.

Altri due monumenti da non perdere a Kiev sono la Statua Madre Patria e Pechersk Lavra.
Quest’ultimo è uno dei principali musei cittadini.
Al suo interno sono conservate oggetti in metalli preziosi, stampe e rari ritratti della gerarchia ecclesiastica oltre ad oggettistica sacra che va dal sedicesimo secolo fino agli inizi del ventesimo.
Sono custoditi calici, crocifissi, e tessili ricamati dai maestri ucraini.
Una volta visitato il museo, vi consigliamo una visita guidata alle catacombe sottostanti che contengono reliquie di santi ortodossi.

La monumentale statua della “Madre Patria” è una scultura che si erge sulla città a ben 102 metri di altezza, di cui 40 della strutture su cui poggia la statua che quindi è di 62 metri!
Oltre all’altezza impressiona anche il peso dal momento che è di 530 tonnellate.
Nella mano destra la figura maschile ha una spada mentre nella sinistra uno scudo con lo stemma dell’Unione Sovietica.

Nel vicino memoriale vi sono esposte targhe di marmo con scolpiti i nomi di più di 11.600 soldati e più di 200 lavoratori a cui è stata attribuita le onorificenze di “Eroe dell’Unione Sovietica” ed “Eroe del Lavoro Socialista”.

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